Dal Salone

Giornata contro la violenza sulle donne: consigli di lettura

Il 25 novembre è la giornata contro la violenza sulle donne. Il Salone ha stilato una lista di libri e saggi sulla cultura della parità, sull’empowerment e sul contrasto alla violenza di genere.

Lungi dall’essere una lista esaustiva, questi titoli consigliati sono solo un tentativo di unire parole, riflessioni e visioni passate e presenti in occasione di una data che ci ricorda che nessuna si salva da sola e che la libertà se non è di tutte non è di nessuna.

Questi sono i titoli:

Maria Montessori - Per la causa delle donne – Garzanti
Nota soprattutto come pedagogista, Maria Montessori è stata una figura di riferimento anche nell'ambito della tutela dei diritti femminili. Quello che Montessori sostiene e promuove in queste pagine è un modello di «donna nuova» consapevole delle proprie potenzialità e artefice della propria sorte, alla quale non solo siano garantiti il diritto al voto e all'istruzione, ma cui sia riconosciuta, tanto nel matrimonio quanto nel lavoro, pari dignità rispetto all'uomo. I nove testi qui raccolti, rimasti quasi tutti inediti dopo una prima pubblicazione su rivista, raccontano i primi passi dell'emancipazione delle donne in Italia e danno un prezioso contributo al dibattito, ancora oggi vivacissimo, intorno alla parità di genere.

 

Ilaria Bonuccelli, Per ammazzarti meglio, Lucia Pugliese Editore
Per ammazzarti meglio”. Il libro di Ilaria Bonuccelli è un libro sconcertante e non solo per la tematica drammatica di suo, ma per come la racconta e per gli aspetti che ci obbliga a vedere, potremo dire finalmente, della violenza sulle donne fino al femminicidio. Sì, finalmente un libro che non le manda dire nemmeno allo Stato, l’entità superiore che dovrebbe proteggere e che invece spesso, per varie ragioni, si fa complice dei carnefici.

 

Dunya Mikhayl, Le regine rubate del Sinjar, Nutrimenti
La storia racconta che, da che mondo è mondo, lo stupro è l’arma più usata nelle guerre. La poeta irachena di fama internazionale Dunya Mikhael dà voce alle donne Yazide sopravvissute ad una delle esperienze di guerra più violente dell’età contemporanea. Una storia di dolore ma anche di solidarietà e di speranza, raccontate in maniera magistrale.

 

Amatissima, Toni Morrison, Sperling & Kupfer
Un romanzo maestoso, di straordinaria intensità, che racconta la storia di Sethe, indomabile donna di colore che, negli anni precedenti alla Guerra Civile americana, si ribella al proprio destino e fugge al Nord, verso la libertà. Un percorso drammatico attraverso l'orrore della schiavitù, la forza dell'amore materno e il peso di un indicibile segreto. Intrecciando mito e storia, leggenda e realtà, Toni Morrison ci regala un indimenticabile capolavoro della letteratura americana, vincitore del Premio Pulitzer per la narrativa.

 

Maaza Mengiste, Il Re Ombra, Einaudi
Lei è Hirut, figlia di Fasil e Getey, una ragazzina spaurita in balia di un sistema patriarcale che la vuole schiava. Ma quando i venti di guerra contro gli invasori italiani cominciano a infuriare sulle alture, Hirut, figlia di Fasil e Getey, diventa la temuta guardiana del Re Ombra: come le sue sorelle d'Etiopia ora è un soldato, che non ha piú alcun timore di ciò che gli uomini possono fare a donne come lei.

 

La città femminista, Leslie Kern, Treccani Libri
Come possiamo ripensare lo spazio pubblico nell’era del #MeToo? Come potrebbe configurarsi una metropoli concepita per le donne che lavorano, che spingono passeggini, che si prendono cura dei nostri anziani? Noi viviamo in città progettate da uomini e per gli uomini. Intrecciando senza soluzione di continuità teoria ed esperienze vissute, studi urbanistici e narrazione biografica, Leslie Kern mostra l’importanza del pensiero femminista per concepire gli spazi urbani, indagando i limiti e le possibilità delle nostre città. Ciò che rende un luogo vivibile, accessibile, sicuro e dinamico per tutti è la diversità di esperienze e voci: per questo l’autrice rivendica l’importanza del ruolo e del lavoro delle donne al suo interno, per superare le disuguaglianze di genere e sociali dei nostri quartieri. La sua guida, brillante e documentatissima, dovrebbe diventare un punto di riferimento per tutti gli urbanisti intenzionati a plasmare un nuovo futuro e concepire una città a misura di donna

 

Elogio del margine-Scrivere al buio, bell hooks Maria Nadotti, Tamu
Ventidue anni fa la prima comparsa in Italia di bell hooks, autrice di riferimento sul tema del razzismo subito dalle donne nere negli Usa. Oggi la sua riscoperta diventa quanto mai necessaria. Nei saggi di Elogio del margine, scopriamo i luoghi in cui si è svolta e si svolge la resistenza delle donne afroamericane, a partire dalla casa, scudo di protezione dalla violenza razzista. In Scrivere al buio, dialogo critico e allo stesso tempo intimo con Maria Nadotti, bell hooks mette il suo pensiero alla prova di argomenti ordinari: i rapporti familiari e di coppia, l'istruzione, l'uso del denaro, la pratica della scrittura. Il pensiero femminista deve parlare alle donne di condizione meno agiata, riconoscendo la storia particolare delle donne afroamericane.

 

Medea. Voci, Christa Wolf, e/o
La figura di Medea ci è stata consegnata da Euripide soprattutto come la madre che ha ucciso i propri figli, la violenza irrazionale contrapposta alla razionalità patriarcale della civiltà greca. Christa Wolf ribalta questa versione con una vera e propria indagine riallacciandosi alle fonti antecedenti Euripide.
Nel romanzo di Christa Wolf, Medea è una donna forte e libera, una "maga" depositaria di un "sapere del corpo e della terra". È questo "secondo sguardo" che le fa scoprire un orribile segreto nascosto nel sottosuolo del palazzo reale di Corinto. Medea dovrà pagare per aver svelato il crimine su cui si fonda il potere. Non saprà né vorrà difendersi perché - dopo aver abbandonato la natia Colchide, anch'essa macchiata di sangue innocente - non ha più radici né ideali che la sostengano. Dopo dieci anni da Cassandra, Christa Wolf torna al romanzo con Medea, ricorrendo come in quella felice occasione alla riscrittura radicale del mito. La figura di Medea ci è stata consegnata da Euripide soprattutto come la madre che ha ucciso i propri figli, la violenza irrazionale contrapposta alla razionalità patriarcale della civiltà greca. Christa Wolf ribalta questa versione con una vera e propria indagine riallacciandosi alle fonti antecedenti Euripide.

 

La fine del romanzo d’amore, Vivian Gornick, Bompiani
In questa acclamata raccolta di saggi critici Vivian Gornick analizza l’amore e il matrimonio come temi della letteratura del ventesimo secolo, e lo fa con la stessa acuta intelligenza che definisce i suoi memoir.
Abbiamo amato una volta, e abbiamo amato male. Abbiamo amato ancora, e ancora abbiamo amato male. L'abbiamo fatto una terza volta, e non stavamo più vivendo in un mondo libero dall'esperienza. Abbiamo capito che l'amore non ci rende teneri, saggi o compassionevoli. Sotto la sua influenza non abbiamo rinunciato alle nostre paure né alle nostre furie. Dentro di noi siamo rimasti immutati.
Gornick esamina opere e vita degli autori che più ammira – Grace Paley, Willa Cather, Hannah Arendt, Jean Rhys, George Meredith, Jane Smiley, Richard Ford, Andre Dubus – per arrivare a sostenere che l’amore, l’appagamento sessuale e il matrimonio sono ormai temi esauriti come metafore del successo e della felicità. A tormentare gli scrittori come i lettori oggi è il dramma del nostro io arrabbiato e spaventato di fronte all’amore.

 

King Kong Theory, Virginie Despentes, Fandango Libri
Con la nuova traduzione di Maurizia Balmelli, uno dei più grandi successi della teoria queer e femminista degli ultimi anni, tradotto in sedici paesi, con oltre duecentomila copie vendute solo in Francia. Crudo, arrabbiato, autobiografico, il grido di Despentes è sempre più attuale.
Un testo cruciale per molti aspetti, il primo saggio pubblicato da Virginie Despentes è un moderno manifesto femminista che devasta l’ordine sociale contemporaneo nel quale i corpi delle donne sono a disposizione degli uomini. Muovendo dalla sua esperienza personale – una giovinezza che descrive come “virile” nei circoli punk, uno stupro a 17 anni, un periodo di prostituzione, prima del successo come romanziera –, la scrittrice e regista di Nancy, traccia in poco più di cento provocanti pagine una figura femminile eccentrica, ribelle, refrattaria a conformarsi alle norme di genere. Un libro che è tutt’ora un manifesto di liberazione per tutte quelle donne che non si sentono rappresentate.

 

Milkman, Anna Burns, Keller Editore
Sorella di mezzo cammina per le strade di una città senza nome con la testa affondata in un libro mentre intorno esplode una violenza fatta di bombe e intolleranza, e la polizia con le sue barbare retate sfuma i confini del bene e del male. Sorella di mezzo ha diciott'anni, una sfilza di fratelli e sorelle, una madre bigotta che la vorrebbe già sposata, il ricordo di un padre morto di depressione, e un forse-fidanzato. Nel quartiere cattolico in cui abita è considerata una ragazza strana e "inaccettabile", non solo perché legge mentre cammina e si lascia ammaliare dai tramonti, ma anche perché è stata vista girare con in mano la testa mozzata di un gatto. Quando nella sua vita irrompe un uomo di quarantun anni, sposato, legato ai gruppi paramilitari e noto come il lattaio, ciò che è reale non si distingue più da ciò che è immaginato. Mentre il lattaio sembra sbucare a ogni angolo, la ragazza viene bollata come la sua amante e finisce per sentirsi vittima di una persecuzione. Ma cos'è successo davvero tra loro? Libro potente e originale premiato con il Man Booker Prize, il National Book Critics Circle Award e l'Orwell Prize for Political Fiction. "Una voce unica" (New York Times

 

Roxane Gay, Storia del mio corpo, Einaudi Stile libero
La storia di un desiderio insaziabile, di battaglie sempre perse contro un corpo ammutinato, di una lotta contro una cultura che spinge le donne a odiarsi se non corrispondono alle aspettative.

 

Carmen Maria Machado, Nella casa dei tuoi sogni, Codice Edizioni
Carmen Maria Machado racconta lo smarrimento e la solitudine di trovarsi in una relazione segnata dall'abuso psicologico, e allo stesso tempo ci consegna, oltre a una toccante autobiografia, una profonda riflessione sulla scrittura e sulla natura stessa del memoir. Per analizzare il suo rapporto con una donna bella e carismatica, ma anche instabile e violenta, e capire come quello che le è successo l'abbia plasmata nella persona che è ora, Machado attinge a piene mani da numerosi generi letterari e dalla cultura pop. Capitolo dopo capitolo siamo trasportati dalla casa stregata al bildungsroman, dal noir alla novella picaresca, da Cechov alle fiabe, da Star Trek ai cattivi della Disney, in un tour de force sul trauma e sulla sua elaborazione che smantella lo stereotipo dell'idilliaca relazione tra donne. Al centro di tutto la casa dei sogni, il simbolo di ciò che poteva essere e non è stato.

 

Ogni volta che ti picchio, Meena Kandasamy, e/o
India dei giorni nostri. Lei è una scrittrice, una poetessa, una giovane attivista dal passato tormentato e il cuore spezzato. Lui è un docente universitario, un ex guerrigliero maoista, un uomo che, parlando della rivoluzione, sembra più intenso di qualsiasi poesia, più commovente di qualsiasi bellezza. Si conoscono, si innamorano, decidono in fretta di sposarsi. La coppia si trasferisce in una lontana città costiera dell'India, senza vincoli né programmi, pronta a un salto nel vuoto che li vedrà protagonisti insieme. Lì, dietro le porte ben chiuse di una villetta circondata da un giardino selvaggio, il marito perfetto cambia volto, trasformandosi poco a poco in un carceriere e in un carnefice. La limitazione delle libertà della moglie – vestiti, trucco, capelli; e poi: email, telefonate, fino al divieto di scrivere – traccia l'inizio di una spirale di violenza e sopraffazione che vedrà la donna sempre più sola e terrorizzata, abbandonata anche dalla famiglia di origine. Finché lei stessa non deciderà di reagire riprendendo in mano il controllo della propria vita. Il romanzo di Meena Kandasamy è un pugno allo stomaco. Non solo perché porta in scena, passo dopo passo, la lenta discesa agli inferi della violenza domestica, scardinandone i meccanismi di manipolazione, di ricatto emotivo e pressione sociale, accompagnando il lettore nelle stanze solitarie dell'abuso attraverso le pieghe del linguaggio e le armi delle tecniche narrative.

 

Io ho un nome. Una storia vera, Chanel Miller, La Tartaruga
Conosciuta come Emily Doe, ha stupito e incantato milioni di persone in tutto il mondo con una lettera indirizzata all'uomo che l'ha aggredita sessualmente: Brock Turner. Una notte di gennaio, dopo una festa nel campus della Stanford, Turner ha abusato di lei. Emily si è svegliata, il giorno dopo, senza ricordare nulla. Nonostante il suo fosse il "caso perfetto" sotto molti aspetti - dei testimoni oculari hanno fermato Turner, che ha confessato subito - l'uomo, ritenuto colpevole di tutte le accuse, è stato condannato a soli sei mesi poi ridotti a tre. Mentre a Emily non è stato risparmiato l'isolamento e la vergogna destinati, immancabilmente, alle vittime di stupro. Il processo non le ha reso giustizia, rivelando invece con quanta facilità in casi come questo la responsabilità e il danno ricadano sul più debole. La dichiarazione di Emily Doe, pubblicata su BuzzFeed e diventata immediatamente virale, ha trasformato il nostro modo di pensare la violenza sessuale. Ora, riappropriandosi del suo vero nome, Chanel Miller decide di raccontarsi. La sua storia fa luce su una cultura e un sistema giudiziario viziati, ma testimonia anche di come il trauma della violenza, fisica e processuale, si possa curare con il potere delle parole, di come ci voglia tanto coraggio per muoversi nella sofferenza e tornare a vivere una vita piena e bella. Un libro manifesto che sfida il lettore con una voce capace di cambiare il mondo.

 

Il consenso, Vanessa Springora, Nave di Teseo
Cresciuta da una madre divorziata che lavora in una casa editrice, V. colma con la lettura il vuoto lasciato dalla figura assente del padre. A tredici anni, durante una cena, incontra G., un celebre scrittore cinquantenne che, sin dal primo sguardo, la colpisce per il suo carisma e le attenzioni che le rivolge. Rassicurata dai suoi modi gentili e galanti e dallo sguardo clemente della madre, lei si offre a lui, corpo e anima. Il loro rapporto non è un segreto eppure nessuno fa nulla, persino le inchieste della polizia sono superficiali e rendono agli occhi di V. la loro storia simile a un romanzo. Ma, in realtà, l’uomo che crede di amare è un predatore seriale, alla continua ricerca di ragazze adolescenti, protetto dalle convenzioni del mondo letterario dell’epoca. Quando se ne rende conto, V. decide di lasciarlo, ma liberarsi di lui non sarà facile perché quella che le sembrava una favola, era in realtà un incubo di manipolazione e violenza psicologica. G. riscrive a modo suo la loro storia nei libri che pubblica e le impedisce di lasciarsi tutto alle spalle. Finché V., proprio nella scrittura, troverà la chiave per riconquistare la sua libertà.
Più di trent’anni dopo i fatti che le hanno sconvolto la vita, Vanessa Springora racconta senza ambiguità la storia di una bambina vittima di un mondo più grande di lei. Una testimonianza letteraria sui confini pericolosi dei sentimenti, e sul dovere di proteggere chi non può difendersi.

 

Manifesto cyborg. Donne, tecnologie e biopolitiche del corpo, Donna Haraway, Feltrinelli
Il pensiero occidentale è da sempre caratterizzato da un pensiero binario asimmetrico, di cui le opposizioni uomo/donna e mente/corpo rappresentano solo due tra gli assi concettuali più importanti. Si tratta di opposizioni tra termini mai tra loro equivalenti, dualismi da sempre funzionali alle pratiche del dominio: sulle donne, sulla gente di colore, sulla natura, sui lavoratori, sugli animali. La nascita del cyborg, da metafora fantascientifica a condizione umana, però cambia questo stato di cose. Perché il cyborg è al contempo uomo e macchina, individuo non sessuato situato oltre le categorie di genere. La pretesa naturalità dell'uomo è quindi solo una costruzione culturale, poiché oggi tutti noi siamo in qualche modo dei cyborg. L'uso di protesi, lenti a contatto, by-pass è solo un esempio di come la scienza sia compenetrata nel quotidiano e abbia trasformato il corpo. Se il corpo può venire trasformato e gestito, esso non è più sede di una presunta naturalità contrapposta all'artificialità e non possiamo più pensare all'uomo in termini esclusivamente biologici. Il cyborg non è quindi né macchina né uomo, né maschio né femmina, situato oltre i confini delle categorie che normalmente utilizziamo per interpretare il mondo.

 

Il libro di Joan, Lidia Yuknavitich, Einaudi
Anno 2049. Il riscaldamento globale e le guerre hanno ridotto la Terra a un cumulo di macerie inabitabili. Chi ha potuto permetterselo è scappato su una stazione orbitale diventata l'enclave di ricchi privilegiati su cui governa un dittatore ancora piú ricco e privilegiato. I pochi resistenti si tramandano la leggenda di una giovane donna, forse una pazza, forse una terrorista, forse una santa, che potrebbe salvarli. Ma Joan è morta: è stata giustiziata anni fa. O cosí si dice… In questi tempi oscuri sembra che l'unico realismo possibile sia la distopia. Pochi altri libri sono stati accolti come il romanzo di Lidia Yuknavitch al suo apparire: Il libro di Joan è stato salutato come la piú precisa e cruda cronaca dell'oggi, quasi che solo un racconto di fantascienza (ma di una fantascienza completamente nuova, visionaria e «inaudita») potesse rendere conto di un presente allucinato e violento. Un potere maschile opprimente e violento che dispone del corpo delle donne come una risorsa da prosciugare; le diseguaglianze economiche che rendono il pianeta inabitabile tanto quanto il cambiamento climatico provocato da quelle stesse logiche inique; il discorso politico che fomenta il risentimento attraverso lo spauracchio dell'emergenza continua; la nostalgia di un passato immaginario come unica, posticcia, via di fuga: di tutto questo la Yuknavitch fa il materiale grezzo di un racconto ustionante, un viaggio fantastico tanto estremo quanto emozionante. Fantascienza classica e femminismo radicale, Margaret Atwood e Kathy Acker, «new weird» e Donald Trump. La cronaca del domani è stata raccontata molte volte: ma mai cosí.

 

Ripartire dal desiderio, Elisa Cuter, Minimum fax
Fin dalla storica domanda di Sigmund Freud «cosa vuole la donna?», la questione del desiderio è intrinsecamente legata alla differenza di genere e in particolare al femminile. Un femminile basato proprio sull'impossibilità di rispondere a tale domanda: un oggetto misterioso, un «altro» su cui ci si interroga. Partendo da Non è la Rai, passando per il #metoo, gli incel e l'educazione sessuale, Elisa Cuter indaga quella che viene percepita come l'attuale «guerra tra i sessi», e arriva a ribaltare alcuni luoghi comuni del femminismo mainstream, chiedendosi se abbia ancora senso rivendicare un'identità storicamente costruita come subalterna. Ripartire dal desiderio, incrociando e mescolando personal essay, psicoanalisi, filosofia e sociologia, cinema e cultura pop, cerca di determinare il senso presente dell'equazione «il personale è politico» (lascito fondamentale della riflessione femminista) e offre una critica radicale del moralismo che si è impossessato del discorso politico.

 

Virginia Woolf, Una stanza tutta per sé, Rizzoli
Scritto tra il 1928 e il 1929 in seguito a una serie di conferenze sul tema "donne e romanzo", questo testo costituisce uno dei più eloquenti trattati femministi del Novecento: partendo da un tema apparentemente secondario e cioè che una donna, per scrivere, debba avere del denaro e "una stanza tutta per sé", Virginia Woolf porta alla luce le restrizioni imposte nel corso dei secoli alla creatività femminile dalla società, dalle leggi e dalle convenzioni. Attraverso riflessioni arricchite da sentimenti e storie personali, la Woolf dà vita a una forma ibrida tra saggio e racconto che come descritto nella chiara introduzione di Egle Costantino - le permette di universalizzare le esperienze narrate in un testo lucido e stimolante, divenuto un punto di riferimento imprescindibile per approfondire e comprendere la questione femminile.

 

Simone De Beauvoir, ll secondo sesso, Il Saggiatore
«Un giorno ebbi una rivelazione: questo mondo era maschile; la mia infanzia era stata nutrita da miti forgiati dagli uomini, e io non avevo reagito, proprio come se fossi stata anch’io un ragazzo.»
Con veemenza da polemista di razza, Simone de Beauvoir passa in rassegna i ruoli attribuiti dal pensiero maschile alla donna - sposa, madre, prostituta, vecchia - e i relativi attributi - narcisista, innamorata, mistica. Approda, nella parte conclusiva, dal taglio propositivo, alla femme indépendante, che non si accontenta di aver ricevuto una tessera elettorale e qualche libertà di costume, ma che attraverso il lavoro, l'indipendenza economica e la possibilità di autorealizzazione che ne deriva - sino alla liberazione del suo peculiare "genio artistico", zittito dalla Storia - riuscirà a chiudere l'eterno ciclo del vassallaggio e della subalternità al sesso maschile. L'avvenire, allora, sarà aperto. Con una determinazione prima sconosciuta e un linguaggio nuovo, che tesse il filo dell'argomentazione attraverso un'originale mescolanza di mito e letteratura, psicoanalisi e filosofia, antropologia e storia, Simone de Beauvoir sfida i cultori del gentil sesso criticando le leggi repressive in materia di contraccezione e aborto, il matrimonio borghese, l'alienazione sessuale, economica e politica. Provoca il pubblico conservatore, cerca il riconoscimento personale, rivendica la solidarietà collettiva. Prefazione di Julia Kristeva. Postfazione di Liliana Rampello.

 

Ragazza, donna, altro, Bernardine Evaristo, Edizioni Sur
È una grande serata per Amma: un suo spettacolo va in scena per la prima volta al National Theatre di Londra, luogo prestigioso da cui una regista nera e militante come lei è sempre stata esclusa. Nel pubblico ci sono la figlia Yazz, studentessa universitaria armata di un’orgogliosa chioma afro e di una potente ambizione, e la vecchia amica Shirley, il cui noioso bon ton non basta a scalfire l’affetto che le lega da decenni; manca Dominique, con cui Amma ha condi¬vi¬so l’epoca della gavetta nei circuiti alternativi e che un amore cieco ha trascinato oltre¬oceano… Dalle storie (sentimentali, sessuali, familiari, professionali) di queste donne nasce un romanzo corale con dodici protagoniste: etero e gay, nere e di sangue misto, giovani e anziane; impiegate nella finanza o in un’impresa di pulizie, artiste o insegnanti, matriarche di campagna o attiviste transgender. Cucite insieme come in un arazzo, le loro vite (e quelle degli uomini che le attraversano) formano un romanzo anticonvenzionale e appassionante che rilegge un secolo di storia inglese da una prospettiva inedita e necessaria.

D’amore e di lotta. Poesie scelte, Audre Lorde, Le Lettere
Per la prima volta in traduzione italiana, questa antologia dà spazio alle poesie di amore e di lotta di una poeta, Audre Lorde, che ha saputo intrecciare le storie del proprio vissuto personale con le voci collettive dei movimenti femminista, Lgbt e delle persone di colore. Con il suo potente linguaggio poetico, Lorde ci regala istantanee della realtà filtrate attraverso uno sguardo acuto e mai distaccato. Nei suoi versi erompe il racconto di una donna Nera, lesbica, madre, guerriera, poeta, il cui linguaggio è intriso di ognuna di queste parti e dell'intersezione di tutte. Per questo il canto di Audre Lorde arriva a tutte e tutti noi, abbracciando la realtà da un punto di vista situato e proiettandosi oltre, fino a cambiare il nostro modo di guardare il mondo. Introduzione di Loredana Magazzeni, postfazione di Rita Monticelli.

 

La liberazione della donna. Un approccio marxista, Evelyn Reed, Meltemi
Nato con un intento chiaramente polemico nei confronti delle analisi sulla condizione della donna di stampo marcatamente sociologico, questo pamphlet sui generis si propone di rintracciare nei fondamenti del materialismo storico quegli agganci teorici che pongano fine al mito dell’inferiorità della donna. Dalle società preistoriche al moderno mondo capitalista, gli articoli qui riproposti esaminano le radici economiche e sociali dell’oppressione delle donne. Una testimonianza ancora attualissima, da parte di una delle voci più importanti del femminismo americano.

 

Questione di genere. Il femminismo e la sovversione dell'identità, Judith Butler, Laterza
Il libro che ha segnato un punto di svolta del femminismo internazionale e che è divenuto un classico del pensiero di genere. Judith Butler argomenta perché il corpo sessuato non è un dato biologico ma una costruzione culturale.

 

Invisibili: Come il nostro mondo ignora le donne in ogni campo. Dati alla mano, Caroline Criado Perez, Einaudi
Perché nei bagni delle donne c'è sempre la coda e in quelli dei maschi no? Perché i medici spesso non sono in grado di diagnosticare in tempo un infarto in una donna? Perché, negli incidenti stradali, le donne rischiano di piú degli uomini? Un libro rivoluzionario ed estremamente rivelatorio che vi farà vedere il mondo con altri occhi. «Un libro che tutti i maschi dovrebbero leggere». Financial Times In una società costruita a immagine e somiglianza degli uomini, metà della popolazione, quella femminile, viene sistematicamente ignorata. A testimoniarlo, la sconvolgente assenza di dati disponibili sui corpi, le abitudini e i bisogni femminili. Come nel caso degli smartphone, sviluppati in base alla misura delle mani degli uomini; o della temperatura media degli uffici, tarata sul metabolismo maschile; o della ricerca medica, che esclude le donne dai test «per amor di semplificazione». Partendo da questi casi sorprendenti ed esaminandone moltissimi altri, Caroline Criado Perez dà vita a un'indagine senza precedenti che ci mostra come il vuoto di dati di genere abbia creato un pregiudizio pervasivo e latente che ha un riverbero profondo, a volte perfino fatale, sulla vita delle donne.

 

Queer. Storia culturale della comunità LGBT+, Maya De Leo, Einaudi
A partire dal Settecento, i piú diversi campi del sapere sembrano esprimere un rinnovato interesse, animato da una nuova volontà di controllo e disciplinamento, verso sessualità e identità di genere: chi e cosa è “normale”? E perché? La storia di queste domande è intrecciata a quella delle risposte, individuali e collettive, resistenti e creative, prodotte dalla comunità LGBT+: una storia che abbraccia ben piú dei destini di una minoranza e parla al nostro presente nella sua interezza. L’obiettivo di questo libro è di interrogare storicamente il processo che conduce all’individuazione di un gruppo della popolazione accomunato da alcuni tratti che sfuggono alle norme su genere e sessualità dell’età contemporanea, messe a punto teoricamente nell’Occidente europeo e nordamericano tra il XVIII e il XIX secolo e contestualmente tradotte in pratiche concrete che ancora oggi regolano le nostre vite. La comunità cosí individuata non è qui considerata come un gruppo omogeneo: al centro di questo volume si trovano, al contrario, proprio le differenze – e i conflitti – tra le varie soggettività ed esperienze che animano un insieme eterogeneo, dislocato su scenari culturali e geografici profondamente diversificati. Una trama discorsiva comune, tuttavia, innerva il campo dei saperi e delle pratiche relative a generi e sessualità informando l’intero spazio sociale e culturale: è la tessitura di questa trama che il libro si propone di restituire a chi legge.

 

Bambini e ragazzi

Io sono Una, Una, Add Editore
"Io sono Una" è un racconto intimo che grazie alla forza dell'arte diventa una potente denuncia della violenza di genere. Nel 1977 Una ha dodici anni. I ragazzi della sua età ascoltano punk o ska, invece lei sta imparando a suonare con la chitarra "Mull of Kintyre" dei Wings. È quella la musica che le piace. In quegli anni, nello Yorkshire, la figura di un inafferrabile Squartatore miete vittime tra le donne occupando le prime pagine dei giornali. Alle ragazze si consiglia «di vestire in modo non appariscente», «di tornare a casa presto la sera», «di comportarsi in modo consono», in un assurdo cortocircuito secondo cui la colpa della violenza è da imputare anche alle vittime. Dopo un episodio di abuso, Una, da ragazza sicura di sé, si trasforma e decide di imparare ad «abbassare lo sguardo» per allontanare l'attenzione dei ragazzi. Sola, impotente e piena di una vergogna che la porta a credere di essere «guasta», la protagonista di questo struggente memoir è costretta a fare i conti prima con il mondo che non sa ascoltare, poi con le proprie ferite. La storia di Una - il mio nome è Una, una di molte - deve confrontarsi con un contesto di misoginia strisciante, per trovare il modo e le parole di essere raccontata. Mischiando stili, linguaggi e atmosfere il libro va oltre l'autobiografia ed esplora la responsabilità sociale di una cultura in cui l'arroganza maschile rimane incontrastata, mentre la solitudine in cui è lasciata la vittima è una nuova e continua violenza.

 

Nemmeno con un fiore, Fabrizio Silei, Giunti
Una famiglia felice, quella di Nicola, undici anni, una grande passione per i fumetti. Una famiglia come tante: la mamma fragile e sbadata, la sorella maggiore che si sente già grande e vorrebbe fare di testa sua e un padre supereroe che li protegge da ogni pericolo. Sì, a Nicola sembra proprio che tutto vada per il meglio. Finché, una notte particolarmente fredda, nelle loro vite entra Sarolta, una barbona malandata proveniente dall'Europa dell'Est. Un'anziana signora che ha un segreto, e che sua madre non vuole abbandonare al suo destino, a dispetto delle regole ferree imposte dal marito. Da quel momento le certezze di Nicola iniziano a sgretolarsi.
Siria Mon Amour, Amani El Nasif e Cristina Obber, Piemme
Amani è nata in Siria ma è cresciuta in Italia. Quando compie sedici anni, con una scusa, la madre la porta nel suo paese di origine per qualche giorno. Dopo i primi entusiasmi per un mondo diverso e affascinante, ricco di profumi e sapori nuovi, Amani scopre di essere stata in realtà fidanzata a un cugino, mai conosciuto e mai amato. Le dicono che in Italia non tornerà più. Amani si ribella a quel fidanzamento e a quell'uomo, pagando un prezzo molto alto, in una realtà dura e violenta dove le donne non sono che oggetti sotto la tutela dei maschi. Lontana dalle sue amiche e da Andrea, il suo ragazzo, Amani resisterà e lotterà fino a riprendersi la sua vita.

 

Cattive ragazze, Assia Perricelli e Sergio Riccardi, Sinnos
15 storie di donne audaci, creative, coraggiose, rivoluzionarie tornano in una nuova veste grafica e tipografica a colori, essenziale e dirompente. Da Olympe de Gouges a Nellie Bly, da Marie Curie a Hedy Lamarr, quindici storie note e meno note, raccontate con passione e militanza. Età di lettura: da 12 anni.

ALBI ILLUSTRATI
Bruel C., Bozellec A., Storia di Giulia che aveva un’ombra da bambino, Settenove
Giulia è una bambina vivace e poco aggraziata. I genitori la rimproverano di essere un "maschio mancato", un maschiaccio. Tanto che un mattino, Giulia si sveglia e trova attaccata ai suoi piedi un'ombra da bambino. L'ombra la segue ovunque, imita i suoi gesti e si prende gioco di lei. La bambina è triste, non riesce più a riconoscersi e tenta di liberarsi dell'ombra indesiderata: la incastra fra gli sportelli della metropolitana, la pesta a lungo nelle pozzanghere, si infila in una buca nel terreno perché "sotto terra l'ombra non c'è" e inizia ad amare profondamente il buio, perché di notte le ombre spariscono e si sente libera dalla sua sventura. Fino a quando l'incontro con un bambino che vive la sua stessa condizione, fa capire che entrambi hanno il diritto di essere quello che sono, di decidere quello che amano e quello che non amano, senza schemi o etichette che impediscano la loro libertà di essere sé stessi.

 

Heildelbahc, Che cosa fanno le bambine, Donzelli
"Cosa fanno le bambine?" "Amelia mangia un panino. Brigida esce. Cornelia fa una trappola di caramelle. Erminia legge ad alta voce..."

 

Portolano C., Io sono mare, Canicola
Mare è una bambina con la voglia di scoprire. Franky è il suo amico, un pesce pagliaccio antropomorfo. Insieme fanno un viaggio intenso come un sogno e precipitano in un oceano immaginario. Ci sono anemoni che possono fare male, palloni gonfiati, anfiprioni in trasformazione. Mare ci fa crescere in un racconto che intreccia Ponyo di Miyazaki ma in senso contrario, dalla terra verso l'acqua.

 

Fumetti

Maroh J., Corpi Sonori, Panini Comics
Dopo "Il blu è un colore caldo" Julie Maroh torna con una nuova graphic novel sulle relazioni, sul sesso e, in ultima analisi, sull'amore. Ambientata in una Montréal che diventa palcoscenico ideale per raccontare l'intero spettro dei rapporti di coppia, "Corpi sonori" propone una visione lucida, ma al tempo stesso appassionata del più complesso tra i sentimenti umani.

 

Nicoz Balboa, Born to lose, Coconino Press
"Born to lose è un diario. No, è una graphic novel. No, aspetta... è un diario". Giovane mamma rock, fumettista e tatuatrice, blogger e giramondo... quante vite ha Nicoz Balboa? Appunti, taccuini disegnati, piccole grandi storie quotidiane di un'artista che racconta con freschezza, humour e spontaneità l'avventura di diventare se stessi.

 

Bonfiglioli B., Senza una buona ragione, Pelledoca
Bianca ha una vita semplice: pochi amici veri, la scuola troppo difficile che affronta con determinazione, e la famiglia, imperfetta come tutte. È molto legata al fratello maggiore Carlo con cui è cresciuta nell'assenza sistematica dei suoi genitori impegnati al lavoro. Carlo si è da poco trasferito a Parigi per studiare e quando torna dall'università per le vacanze di Natale, lascia la sua fidanzata storica, la bellissima Greta, che frequenta la stessa classe di Bianca. Da questo momento, Bianca diventa vittima di piccoli incidenti e di cattiverie dapprima quasi insignificanti, poi sempre più seri: dietro ognuno di essi sembra esserci Greta, evidentemente così arrabbiata per essere stata lasciata da Carlo da perseguitare con crudeltà la sorella di lui. Bianca sprofonda piano piano in un abisso e nel suo naufragio verso la solitudine soltanto Mila, compagna di classe attenta e premurosa, le rimane vicino. Sarà solo molto lontano da casa che Bianca troverà la verità oscura e sorprendente dietro la sua caduta, e la forza per rialzarsi e ricominciare da capo.

 

Gentile A., Volevo nascere vento, Mondadori
Rita ha diciassette anni quando si trasferisce a Roma e abbandona per sempre Partanna, il suo paese in provincia di Trapani. Il perché non è facile da raccontare: non è facile guardare in faccia il Mostro che le ha rubato l'infanzia e la famiglia. Ma poi, un giorno, l'incontro con il giudice Paolo Borsellino le cambia la vita: Rita si sente al sicuro e a lui decide di raccontare tutto quello che sa. Quell'uomo con i baffi, in giacca e cravatta, diventa da subito uno zio, "lo zio Paolo", un cantastorie di verità. E nonostante la verità sia dolorosa da accettare, Rita non smette mai di circondarsi di musica e colori, di amore e sogni, come faceva da bambina. La storia di Rita Atria si lega tragicamente alle stragi di mafia del 1992 in cui morirono i giudici Giovanni Falcone e Paolo Borsellino. Oggi, un romanzo per ricordarla e continuare a credere che un'altra strada c'è: quella verso la giustizia.

 

Erin Entrada Kelly, Impara a volare Rizzoli
A dodici anni, Apple Yengko crede che tutti abbiano almeno tre Fatti Interessanti che li riguardano. Peccato che siano proprio i suoi FI a farne una reietta nella scuola media di Chapel Spring. Quando viene inserita nell'elenco delle ragazze più brutte della scuola, la sua vita cade a pezzi e l'unica via d'uscita diventa la musica. Apple è filippina e fare i conti con le proprie origini non è semplice. Le sembra che sua madre viva su un altro pianeta: non vuole sentir parlare di comprarle una chitarra, continua a ripeterle che è viziata come le americane… Ma nella sua lotta per diventare sé stessa, c'è chi forse può aiutarla. Un insegnante, a volte, e qualche amico non proprio popolare come lei. Perché è da quel sentirsi diversi ma uniti che spesso si trova il proprio posto nel mondo.

 

Brooks K., iBoy, Piemme
Prima dell'incidente che lo ha mandato in coma, Tom Harvey era un ragazzo come tanti. Ma ora si è risvegliato con il potere di sapere e vedere tutto. I frammenti di iPhone che sono rimasti nel suo cervello lo hanno trasformato in un super computer, una sorta di mente artificiale iperconnessa. Tom può arrivare ovunque, tutte le risposte a domande che non sa nemmeno di aver posto sono già lì, nella sua testa. E dopo aver scoperto della violenza subita da Lucy, la ragazza di cui è innamorato, Tom usa i suoi poteri per punire le gang che dettano legge nel quartiere. Ma qual è il confine tra giustizia e vendetta?

 

Dowd S., Le rose di Shell, Uovonero
Dopo la morte di sua madre la vita di Shell Talent è diventata difficile. Suo padre ha abbandonato il lavoro e si è rifugiato nella religione e nell'alcool, lasciando a lei il compito di prendersi cura di suo fratello e di sua sorella. Quando può, Shell passa il tempo con Bridie, la sua migliore amica, e con l'affascinante e seduttivo Declan, con cui condivide sigarette e battute irriverenti. Shell è attratta dalla gentilezza di Padre Rose, un giovane prete, ma si troverà presto al centro di un grosso scandalo che scuoterà dalle fondamenta il piccolo villaggio irlandese dove vive.

 

Westover T., L’educazione, Feltrinelli
Tara, la sorella Audrey e i fratelli Luke e Richard sono nati in una singolare famiglia mormona delle montagne dell'Idaho. Non sono stati registrati all'anagrafe, non sono mai andati a scuola, non sono mai stati visitati da un dottore. Sono cresciuti senza libri, senza sapere cosa succede nel mondo o cosa sia il passato. Fin da piccolissimi hanno aiutato i genitori nei loro lavori: in estate stufare le erbe per la madre ostetrica e guaritrice, in inverno lavorare nella discarica del padre, per recuperare metalli. Fino a diciassette anni Tara non aveva idea di cosa fosse l'Olocausto o l'attacco alle Torri gemelle. Con la sua famiglia si preparava alla sicura fine del mondo, accumulando lattine di pesche sciroppate e dormendo con uno zaino d'emergenza sempre a portata di mano. Il clima in casa era spesso pesante. Il padre è un uomo dostoevskiano, carismatico quanto folle e incosciente, fino a diventare pericoloso. Il fratello maggiore Shawn è chiaramente disturbato e diventa violento con le sorelle. La madre cerca di difenderle, ma rimane fedele alle sue credenze e alla sottomissione femminile prescritta. Poi Tara fa una scoperta: l'educazione. La possibilità di emanciparsi, di vivere una vita diversa, di diventare una persona diversa. Una rivelazione. Il racconto di una lotta per l'autoinvenzione. Una storia di feroci legami famigliari e del dolore nel reciderli.

 

Wolk L., L’anno in cui imparai a raccontare storie, Salani
Come Il buio oltre la siepe, a cui è stato paragonato da tutti i critici che l’hanno recensito, questo libro è la sintesi perfetta di avventura, suspense, impegno civile. Ambientato nel 1943, all’ombra delle due guerre, è il racconto di una ragazzina alle prese con situazioni difficili ma vitali: una nuova compagna di classe prepotente e violenta, un incidente gravissimo e un’accusa indegna contro un uomo innocente. Annabelle imparerà a mentire e a dire la verità, perché le decisioni giuste non sono mai facili e non possiamo controllare il nostro destino e quello delle persone che ci sono vicine, a prescindere da quanto ci impegniamo. Imparerà che il senso della giustizia, così vivo quando si è bambini, crescendo va difeso dalla paura, protetto dal dolore, coltivato in ogni gesto di umanità.
Una scrittura nitida e coinvolgente dà voce a una delle protagoniste più forti della letteratura contemporanea e terrà incollati alle pagine sia i ragazzi che gli adulti. L’anno in cui imparai a raccontare storie è già un classico.