Dal Salone

Il futuro non è un pranzo di gala

Davanti a noi non abbiamo una tavola - la Terra che ci ospita - sulla quale banchettare, alla quale accomodarsi e dove abbuffarsi a sazietà, ma un ambiente da proteggere affinché possa continuare a essere l’habitat in cui vivere.

 Il futuro non è un pranzo di gala anche perché non può accogliere soltanto chi è ricco e benestante, ma dev’essere inclusivo, capace cioè di assicurare cibo buono, pulito e giusto a tutti.

«Il futuro non è un pranzo di gala - ha spiegato Massimo Giannini, direttore de La Stampa, aprendo il dialogo - ma ce lo dobbiamo conquistare, dobbiamo combattere». In che modo e con quali armi?

Per rispondere a questa domanda, Slow Food e Fondazione CRT hanno organizzato alle OGR di Torino, con la collaborazione di Terra Madre Salone del Gusto e del Salone Internazionale del Libro di Torino, l’evento intitolato proprio Il futuro non è un pranzo di gala. È stata l’occasione per riflettere sui principali spunti emersi da Terra Madre Salone del Gusto 2020, l’edizione straordinaria lunga sette mesi che si è conclusa alla fine di aprile, e per mettere a fuoco i pilastri da cui partire per immaginare il futuro del cibo e non solo.

Al dialogo hanno preso parte Carlo Petrini, presidente di Slow Food, Nicola Lagioia, direttore del Salone Internazionale del Libro di Torino, e tre giovani attivamente impegnati nel costruire questo futuro di cui si è parlato: Giorgio Brizio (19 anni, studente in Scienze internazionali dello sviluppo e della cooperazione, esponente del movimento Fridays for Future Torino e autore del libro Non siamo tutti nella stessa barca edito da Slow Food Editore), Alessia Cucciòla (24 anni, allevatrice, casara, contadina della Valle Sesia e produttrice del Presidio Slow Food del macagn) e Ottavia Pieretto (24 anni, gastronoma laureata all'Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo e membro della rete giovani di Slow Food).

Il dibattito è stato arricchito dagli spunti offerti dai contributi di tre dei relatori intervenuti in occasione di Terra Madre Salone del Gusto 2020: l’attivista indiana Sunita Narain che denuncia l’impatto della crisi climatica sui più deboli, lo scrittore americano Jonathan Franzen, che esorta a proteggere la biodiversità, e l’architetta britannica Carolyn Steel, che invita a ripensare ai rapporti tra città e campagna.

L’incontro è disponibile su YouTube