I libri per le vacanze estive

Percorso bibliografico realizzato con le proposte degli editori del Salone.

Fumetto

Natura enigmatica

Di Martina Savio - Antosa Chec Honte
Di ABRIGLIASCIOLTA
Di da 14 anni

 

Perché consigliare questo libro?

"Il settimanale umoristico e letterario Oskolki, nel numero 12 del 19 marzo 1883, pubblica, sotto pseudonimo, l’anagramma Antosa Cec Honte, il racconto umoristico Natura enigmatica del giovane Anton Čechov: due tipi umani alle prese con il gioco dell’equivoco nella carrozza di un treno, diretto al malinteso.
Si individuano già l’influenza gogoliana, le tematiche, le situazioni, lo stile e la verve satirica dell’autore russo: umorismo, parodia e caricatura di semplici abitanti, della provincia o della città, sono al centro di queste scenette di vita quotidiana, affidate a testi comici sull’equivoco e il malinteso, per una parola o un linguaggio inappropriato.
Martina Savio ne ha realizzato l’adattamento durante gli studi alla scuola del fumetto, rispettando il racconto dialogico dell’autore, con un’originale fotografia scenica.
Tavola dopo tavola, la sceneggiatura sostituisce i colori caldi e sensuali a quelli freddi della cruda e sadica realtà, il campo lungo del prologo ai primissimi piani emotivi della seduzione, gli ammiccamenti alle perplessità.
La giovane esplora anche tutto l’immaginifico che Čechov ci aveva regalato: il facchino che sostiene la presentazione della protagonista crea un divario con le scelte drammaturgiche e le unità aristoteliche di tempo, luogo e azione, attraverso un personale canone narrativo.
Il colpo di scena finale è quasi atteso, ma non scontato: non è solo il sole ad arrossire.
La protagonista femminile si trasforma da damina fascinosa in una mantide religiosa, la sua esplicita figura da seduttrice occupa interamente le tavole gelide al vivo, fino a romperne, fisicamente, il ghiaccio.
Il giovine funzionario/scrittore è un timido e poco navigato scribacchino, che soccombe al checoviano intenditore psicologo.
D’altronde il nostro Natura enigmatica non solo ha attraversato centotrentasette anni, ma ha cambiato addirittura genere e forma: il gioco della seduzione, per mano della giovane illustratrice, fotografa l’attuale società, proprio come fece Čechov alla fine dell’ottocento.
Martina Savio non è nuova nel dipingere con ironia le subdole sfaccettature della manipolazione.
Quello che sembra non è?
Eppure tutto corre sui binari della commedia.
Ancor più se i protagonisti restano invischiati nella loro esistenza, immutabili nell’affanno di migliorare la loro vita da mosche, costantemente intrappolati nella tela del buon vecchio ragno.
Ridiamo di loro, inamovibili, incapaci di reagire e di rinnovarsi.
Amaramente appesantiti dal fardello, ridiamo di noi stessi.
Perché il viaggio impone di non prendersi mai troppo sul serio nell’agire, non reagire, ironicamente.
Anche quando raccontiamo la realtà."