Diventare grandi

Storie di formazione

C'è un'età in cui tutto cambia — e la letteratura non ha mai smesso di raccontarla. I romanzi di formazione sono uno dei filoni più vivi del programma del Salone del Libro di Torino, un filo che attraversa storie, generazioni e geografie diverse, risuonando con il tema centrale di questa edizione.

Tra gli appuntamenti più attesi, Niccolò Ammaniti sarà in dialogo con Jovanotti a partire dal suo nuovo romanzo Il custode (Einaudi), un'immersione nei desideri nascosti di un adolescente e nei segreti di famiglia. Lo scrittore americano Peter Cameron — amatissimo dai giovani lettori — converserà con il Gruppo di lettura del Bookstock sui suoi libri culto, tra cui Un giorno questo dolore ti sarà utile (Adelphi), dedicato al crescere e alla scrittura come salvezza.

Dalla Turchia (via Parigi) arriva Ayşegül Savaş con Gli antropologi (Gramma), eletto miglior libro del 2025 dal New Yorker: la storia di una coppia che cerca il proprio posto nel mondo dopo aver lasciato il paese d'origine. Andrev Walden porta invece Maledetti uomini (Iperborea), un romanzo in cui un bambino impara cosa significa essere uomo avendo avuto sette padri in sette anni — con umorismo, dolore e vivacità.

Lo scrittore e giornalista canadese Michel Jean, di etnia innu, sarà a Torino con Maikan (Marcos y Marcos): la storia di tre adolescenti nativi strappati alle famiglie e internati in un collegio per essere "rieducati", una ferita storica ancora aperta. L'irlandese John Patrick McHugh — apprezzato da Sally Rooney — porterà Fine primo tempo (Heloola), un'ode all'estate, all'amicizia e all'amore giovanile su una piccola isola irlandese.

Valeria Parrella arriva con La ragazzina (Feltrinelli), dedicato a Giovanna d'Arco: una quattordicenne che cavalcava con spada e stendardo, simbolo di ogni ragazza che vuole cambiare l'ordine delle cose. Andreea Simionel, nata in Romania e residente a Torino, porta La ragazza d'aria (Rizzoli), ritratto intenso di un'adolescente sospesa tra due mondi, due lingue, due identità.

Dal fronte ucraino, Yaryna Grusha — docente di lingua e letteratura ucraina all'Università di Milano e membro del Pen Ucraina — presenta L'album blu (Bompiani), romanzo autobiografico e al tempo stesso testimonianza corale della lotta di un intero popolo per la libertà. Il Gruppo di Lettura di Parma intervisterà invece Novita Amadei su Da solo (Neri Pozza), ispirato alla storia vera di un bambino di nove anni che, dopo l'invasione russa, attraversa da solo il confine verso Bratislava.

Tra gli altri titoli in programma: Chiara di Antonella Lattanzi (Einaudi), sull'amicizia salvifica tra due bambine segnate da un'infanzia difficile; Le ragazze di Tunisi di Luca Bianchini (Mondadori), sulla vita di una famiglia nell'anno dell'indipendenza tunisina; Io che ti ho voluto così bene di Roberta Recchia (Rizzoli), su un ragazzo che cerca di ricominciare. E ancora: Ivan Cotroneo con Grande (La Nave di Teseo), sull'Alzheimer di una madre; Mario Andreose con Un'educazione veneziana (La Nave di Teseo), memoir d'infanzia alle Zattere; Linda Scaffidi con Le sette fate di Youssef (Fazi), sulle seconde generazioni.

A chiudere idealmente questo percorso, un evento speciale: il Gruppo di Lettura del Bookstock dialogherà con Pietro Turano a dieci anni dall'uscita di Una vita come tante di Hanya Yanagihara (Sellerio) — storia epica e dolorosa che ha segnato un'intera generazione di lettori.