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Padiglione PAD 2 Stand F118-G117Giuseppe Mazzotta
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- Padiglione PAD 2 Stand F118-G117
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Io sono sovversivo. Diario poetico di Giuseppe Mazzotta è una raccolta parziale delle poesie che mio padre — già dirigente scolastico — ha scritto nell’arco della sua vita. Una raccolta eterogenea, nata da una mente brillante e inquieta, segnata da un prima e da un poi: il prima nella Lecce degli anni Sessanta, come giovane prete del Rinnovamento; il poi nella scelta radicale di lasciare, in nome della libertà di pensiero e della correttezza, pagando il prezzo di una vera e propria damnatio memoriae. Io sono sovversivo è una voce che scava, che rompe la superficie delle cose, che rifiuta la versione ufficiale dei sentimenti. È il diario poetico di un uomo che ha fatto della poesia un atto di insubordinazione emotiva contro l’abitudine, contro la rassegnazione, contro tutto ciò che ci vuole docili, proniUn diario che invita a disobbedire — prima di tutto a se stessi. "Chiedersi sempre perchè, rimettere in discussione e rimettersi in discussione. Tutto è problematico, convenzionale, funzionale. Massimalismi, dogmatismi, metaficismi sono artefatti, nascondono interessi. Nulla c'è di acquisito, di definitivo. Tutto questo è rinuncia, è non libertà, è morte".
I Am Subversive. Poetic Diary by Giuseppe Mazzotta is a partial collection of the poems my father — formerly a school principal — wrote throughout his life.A heterogeneous collection, born from a brilliant and restless mind, marked by a before and an after:the before in Lecce in the 1960s, as a young priest of the Renewal; the after in the radical choice to leave, in the name of freedom of thought and integrity, paying the price of a true damnatio memoriae. I Am Subversive is a voice that digs, that breaks the surface of things, that refuses the official version of feelings.It is the poetic diary of a man who made poetry an act of emotional insubordination against habit, against resignation, against everything that wants us docile, bowed.A diary that invites us to disobey — first of all ourselves. "Always ask why, question and question yourself again. Everything is problematic, conventional, functional. Maximalisms, dogmatisms, metaphysics are artifices; they conceal interests. Nothing is acquired, nothing is definitive. All of this is renunciation, it is lack of freedom, it is death."