Le passeggiate letterarie

Sette itinerari alla scoperta di Torino e delle sue storie

Anche quest'anno nelle giornate di Portici di Carta sette passeggiate letterarie guideranno il pubblico alla scoperta di luoghi, protagonisti, storie e curiosità della scena letteraria, culturale, editoriale e sociale di Torino. 

Gli itinerari saranno accessibili su prenotazione al costo di 10€. Il giorno dell'evento, si chiede gentilmente ai partecipanti di presentarsi al punto di ritrovo con 10 minuti di anticipo per la consegna del materiale.     

Il programma

   

La passeggiata racconta per cenni vita e esperienze di Allamano, Don Bosco, Cafasso, Cottolengo, Faà di Bruno, Frassati, Giulia di Barolo, Murialdo: una pattuglia della fede a presidio delle questioni sociali di fine Ottocento e d’inizio Novecento. 

Conducono: Alba Andreini, Monica Martinelli, Claudio Panella, Francesco Ruggiero, Stefano Tubia. 

- Piazza Savoia

L’obelisco commemorativo delle leggi Siccardi e la svolta anticlericale del 1850. Inquadramento storico del fenomeno dei Santi sociali. Ritratto di gruppo dei protagonisti.

Da lontano, il campanile di Santa Zita, simbolo della genialità poliedrica di Francesco Faà di Bruno, uomo di scienza e di fede.

- Palazzo Barolo, via delle Orfane 7

La dimora nobiliare del marchese Tancredi Falletti di Barolo e della consorte Giulia, la marchesa venerabile. Lo sguardo di Giulia sulle miserie della realtà circostante.

- Piazza e via della Consolata

Il Santuario consacrato a Santa Maria Della Consolazione e la guida, per oltre quarantacinque anni, di Giuseppe Allamano, suo rettore storico e promotore delle sue missioni.

Dalla Consolata ai suoi dintorni: tracce dell’operosità di Allamano, Giulia di Barolo e Faà di Bruno rivolta alle donne.

- Il Cottolengo

La Piccola Casa della Divina Provvidenza e la cura dei malati di Giuseppe Cottolengo, suo fondatore e modello ispiratore di Pier Giorgio Frassati, il santo dei giovani.  

- Rondò della Forca, corso Valdocco 

Il conforto di Giuseppe Cafasso ai condannati a morte e il recupero sociale dei ragazzi fragili di Leonardo Murialdo al Collegio degli Artigianelli.

- S. Maria Ausiliatrice 

La Basilica di Maria Ausiliatrice, casa madre dell’Opera Salesiana.
Don Bosco, l’impegno nella formazione dei giovani e la reinvenzione dell’Oratorio.

Considerazioni conclusive sul rapporto della città con i propri Santi Sociali.

La passeggiata attraversa i più suggestivi luoghi storici del centro (da Porta Palazzo a piazza Castello; da via Barbaroux alla Torre Littoria) e molti altri ne evoca da lontano, uno per tutti il Cottolengo, percorrendo piazze e strade immortalate in modo indimenticabile da scrittori italiani e visitatori stranieri che hanno celebrato in esse il cuore più antico della città. 

Conduce: Alba Andreini

-Piazza Palazzo di città.
La storia e le principali caratteristiche del Quadrilatero romano attraverso le descrizioni di Edmondo De Amicis e Guido Gozzano. 

- Hotel Dogana vecchia

Memorie mozartiane 

- Porta Palazzo

Citazioni letterarie sulla piazza e il mercato, da Edmondo De Amicis a Fruttero & Lucentini, Mario Soldati, etc. Cenni sul vicino Cottolengo e alcune delle molte memorie letterarie che lo raccontano: dalla Giornata di uno scrutatore di Italo Calvino a Lalla Romano, Elsa Morante, Guido Piovene, Guido Ceronetti, Aldo Nove.

- Via Porta Palatina e via della Basilica

L’abitazione torinese di Torquato Tasso. L’antica sede del Ginnasio Cesare Balbo, frequentato da Piero Gobetti e ripreso dalla scrittrice Rossana Ombres. Tracce torinesi di Jean-Jacques Rousseau, che ricorda il soggiorno in città nelle sue Confessioni.

- Piazza Corpus Domini e via Palazzo di Città

La casa “della Volta Rossa” e la chiesa del Corpus Domini, dove fu attivo san Giuseppe Cottolengo, fondatore della Piccola Casa della Divina Provvidenza a lui intestata. Lapide dedicata all’editore fiorentino Barbera, nato qui.

- Piazza San Giovanni

Il Duomo e la cappella della Sindone nelle pagine di Montesquieu, Laura Mancinelli, Julia Navarro e Dario Voltolini. 

- Piazza Castello

La presenza di Torquato Tasso alla prima ostensione della Sindone. Ulteriori ricordi torinesi di Jean-Jacques Rousseau. Il passaggio di importanti scrittori stranieri (Stendhal, Melville, Flaubert…) negli alberghi storici della piazza. 

-Angolo tra piazza Castello, via Barbaroux e via Pietro Micca

Memorie di episodi storici e figure letterarie (Silvio Pellico, Mameli, Filippo Tommaso Marinetti, Antonio Gramsci e Cesare Pavese).

La passeggiata si dispiega tra il quartiere di San Donato e il centro ripercorrendo le memorie lasciate in questa parte della città da alcuni dei protagonisti principali della cultura torinese degli ultimi due secoli - dal Risorgimento ai giorni nostri - e da alcuni visitatori illustri (De Maistre, Casanova, Pirandello).

Conduce: Francesco Ruggiero

- Piazza Statuto

Introduzione sul quartiere San Donato. Monumento al Traforo del Frejus e relative testimonianze tra cui quella di Primo Levi, da La chiave a Stella. 

Case illustri intorno alla piazza: la casa di Gozzano di via Cibrario 65, due abitazioni di De Amicis, casa Einaudi.

- Corso San Martino

Porta Susa e i luoghi della città che cambiano. Letture del futurista Farfa, Noi miliardario della fantasia, e di Augusto Monti, I sansossi.

- Via Cittadella 

Scuola elementare Moncenisio, resa celebre da De Amicis in Cuore. 

Biblioteca Civica descritta da Margherita Oggero e cenno alla “Gazzetta del Popolo” e all’“Unità”, le cui redazioni si trovavano lì vicino.

– Via Fabro 

Casa Gobetti, e rievocazione della sua vicenda anche con le parole di Manlio Cancogni in Giovinezza; la sede della Società Pro Cultura femminile.

- Cittadella

Rievocazione della vicenda di Pietro Micca. L’intera zona come era nei ricordi di Augusto Monti.

Frequentazioni celebri intorno alla Cittadella: Casanova. Frequentazioni forzate in isolamento: De Maistre, Spedizione notturna intorno alla mia stanza. Lo stesso luogo è presente in Stendhal nelle pagine del suo Diario. 

- Piazza Solferino angolo via Pietro Micca

Lo storico Caffè Molinari, rievocato da Oxilia in Addio giovinezza!, frequentato da Gozzano.

Il teatro Alfieri e le sue prime storiche, reali o fittizie, di Bersezio e Pirandello in Suo marito. 

- Piazza Solferino angolo via Bertolotti

Le sedi storiche di alcuni quotidiani della città: “La Stampa”, l’“Avanti!” e “Ordine Nuovo”. Accanto alla prima sede del principale quotidiano torinese, in via Confienza, la prima casa di Gozzano con lapide commemorativa.

Nello stesso palazzo di via Arcivescovado, sede di “Ordine Nuovo”, si ricorda la fondazione della casa editrice Einaudi che poi si sposterà in via Biancamano. 

Residenza di Massimo Campi, tra i protagonisti del La donna della domenica di Fruttero e Lucentini.

La passeggiata si svolge lungo l’asse di via Po, da piazza Castello fino a Piazza Gran Madre di Dio e, attraverso le memorie di visitatori illustri, ripercorre la storia della città raccontandola nelle varie epoche - dal Barocco al Risorgimento al Novecento -. 

Conduce: Stefano Tubia 

Partenza: Piazza Castello all’angolo con via Viotti e via Pietro Micca, sotto la Torre Littoria, ore 9.30

- Piazza Castello angolo via Viotti/via Pietro Micca 

Piazza Castello nelle numerose testimonianze letterarie di Torquato Tasso, Giovan Battista Marino, Guido Gozzano e Giovanni Arpino. La Torre Littoria nelle pagine de Il compagno di Pavese.

- Piazza Castello, lato Galleria Subalpina

La Galleria Subalpina e il Caffè Romano che, prima di trasformarsi in cinema, era frequentato da Friedrich Nietzsche. Il caffè Mulassano nelle pagine di Margherita Oggero; Baratti e Milano nella poesia di Gozzano Le Golose e nelle rievocazioni di Mario Soldati in America primo amore. 

- Piazza Carlo Alberto, angolo via Carlo Alberto

La casa dove abitò Nietzsche; Palazzo Carignano e i suoi visitatori, da Montesquieu a Tolstoj.

- Via Po, fronte Caffè Fiorio

La gloriosa storia dei caffè torinesi e del Fiorio frequentato da Pavese, Fernanda Pivano etc.

- Via Po, fronte Rettorato 

I portici di via Po raccontati da Edmondo De Amicis, Vittorio Bersezio e Massimo D’Azeglio. L’Università degli Studi: i suoi allievi illustri, da Erasmo Da Rotterdam a Vittorio Alfieri, Carlo Levi e Italo Calvino, e i suoi docenti, tra cui Arturo Graf, Luigi Einaudi e Norberto Bobbio.

- Via Po angolo via San Francesco da Paola 

La presenza a Torino di Francesco De Sanctis. 

- Via Po angolo via Montebello

La Mole Antonelliana, ammirata da Nietzsche; il Teatro Scribe, che ebbe gloria effimera come Teatro di Torino con il magnate Riccardo Gualino e compare nel romanzo Le due città di Mario Soldati. 

- Piazza Vittorio Veneto 

Il caffè Elena, frequentato assiduamente da Pavese, e lo studio da pittore di Carlo Levi, dove Mario Soldati assistette al suo arresto da parte della polizia fascista. La vicina abitazione di Franco Lucentini.

- Murazzi del Po

Il Po amato da Giulio Einaudi, da Cesare Pavese e da alcuni personaggi dei suoi romanzi. Il gesto eroico di Mario Soldati che, adolescente, salvò dalle acque del fiume un coetaneo. I Murazzi in una citazione di Luigi Pirandello.

- Piazza Gran Madre di Dio

La predilezione per il luogo di Giovanni Arpino, che vi ambientò scene di La suora giovane e Passo d’addio. Cenni sulla collina torinese, che ha affascinato tra gli altri, Jean-Jacques Rousseau, Xavier de Maistre e Claudio Magris. 

La passeggiata attraversa il quartiere della Crocetta, terminando in piazza Carlo Felice, con tappe dedicate in modo particolare alle abitazioni private e alle memorie di alcuni dei protagonisti più importanti della cultura torinese del Novecento, frequentatori del Liceo Massimo d’Azeglio e collaboratori della casa editrice Einaudi.

Conduce: Silvia Nugara 

- Via Lamarmora 35

Casa di Cesare Pavese. Introduzione alla storia del quartiere e alle personalità che vi abitarono nel corso del Novecento, e in particolare negli anni Trenta e Quaranta, uniti da una comune militanza antifascista: Pavese, Leone e Natalia Ginzburg, Giulio Einaudi, Vittorio Foa, Massimo Mila, Franco Antonicelli, Primo Levi, Fernanda Pivano. 

- Via Pastrengo angolo via Lamarmora

Si evocano qui due case torinesi di Leone Ginzburg, quella al n. 13 di via Pastrengo e quella di via Vico detta “casa dei bovi”, oltre alla residenza della scrittrice che ne prenderà il nome dopo averlo sposato, Natalia Ginzburg.

- Via Lamarmora angolo corso Stati Uniti

La sede del Circolo della Stampa. Le case di altri residenti nel quartiere, quali Amalia Guglielminetti, e le vicende che videro alcuni di questi su fronti opposti negli anni del regime fascista: Vittorio Foa e Pitigrilli.

- Via Vela angolo corso Galileo Ferraris

La costruzione del monumento a Vittorio Emanuele II nelle parole di Augusto Monti.

La Galleria d’Arte Moderna e alle sue spalle, in via Bricherasio, la casa di Arturo Graf. La casa di Franco Antonicelli, ultimo a veder vivo Leone Ginzburg prima che i nazisti lo torturassero a morte, e primo editore - dopo la guerra - di Se questo è un uomo di Primo Levi, in una collana di testi intitolata “Biblioteca Leone Ginzburg”.

- Corso Re Umberto angolo Corso Vittorio Emanuele II

Attraversando via Vela e via Assietta si raggiungono corso Re Umberto e il Caffè Platti, ritrovo di ‘dazeglini’ ed ‘einaudiani’, prospiciente la panchina sul viale dove fu fondata la squadra della Juventus. Citazioni da Cesare Pavese, Primo Levi e altri.

- Via Parini 8

Il Liceo d’Azeglio: le figure dei docenti Augusto Monti e Umberto Cosmo e i loro allievi.

- Piazza Carlo Felice

L’Albergo Roma, dove Cesare Pavese pose fine ai suoi giorni.

La passeggiata si svolge in San Salvario e tocca i punti più significativi dell’immigrazione extra-comunitaria (dalla Stazione ai luoghi di culto, al mercato di piazza Madama Cristina), senza dimenticare quelli dell’immigrazione dal Sud Italia degli anni Sessanta e Settanta. Il racconto del percorso è affidato in prevalenza alle voci degli scrittori migranti che scrivono in lingua italiana ma anche alle parole dei residenti più illustri del quartiere, come Natalia Ginzburg.

Conduce: Monica Martinelli

- Porta Nuova

Introduzione all’itinerario. La stazione nelle parole di Salah Metnani, Fabio Geda, Mimmo Calopresti e Amara Lakhous.

- Palazzo Priotti, corso Vittorio Emanuele II

Corso Vittorio come linea di confine, con citazioni da Via Artom di Alessandro Musto.

- Via S. Pio V. La Sinagoga (raggiunta tramite via Goito)

Note storiche sull’edificio. Citazioni da Elena Lowenthal e Primo Levi.

- Via S. Pio V

Libreria e casa editrice Claudiana.

- Corso Vittorio Emanuele II. Tempio Valdese e chiesa di San Giovanni Evangelista

La contiguità di religioni diverse nello stesso isolato.

- Via Madama Cristina. Piazza Madama Cristina

Il mercato di piazza Madama e richiami agli altri mercati della città - luoghi della Torino multietnica - nelle citazioni di Amara Lakhous e Mohammed Lamsuni. I due volti di Torino, popolare ed elegante, nelle considerazioni di Carolina Invernizio.

- Via Galliari. Via Ormea

Citazione da La zingarata della verginella di via Ormea di Lakhous e riferimenti di Maria Teresa Martinengo al Parco del Valentino.

- Via Ormea. Via Baretti

La moschea di Via Baretti e la Casa del Quartiere (ex-Bagni Pubblici). Citazione di Natalia Ginzburg sulla casa di famiglia in via Morgari (da Lessico famigliare).

- Largo Saluzzo

Note sulla Chiesa dei Santi Pietro e Paolo, con riferimento a Don Gallo e ai temi del dialogo e dell’accoglienza.

- Via Saluzzo

L’altro volto dell’immigrazione nella denuncia di Italo Fontana. Citazione di Augusto Monti sul Liceo Internazionale di San Salvario.

- Porta Nuova

Conclusione della passeggiata di fronte a Porta Nuova con citazione di Younis Tawfik (da La Straniera).

   

La passeggiata ripercorre le memorie letterarie dell’intero quartiere di Vanchiglia, dal lungo Po alle vie dell’antico Borgo riedificato nell’Ottocento da uno dei suoi residenti più illustri, Alessandro Antonelli, per raggiungere l’edificio realizzato da quest’ultimo e divenuto il simbolo della nostra città: la Mole Antonelliana

Conduce: Claudio Panella 

- Lungo Po

Introduzione sul quartiere Vanchiglia e alla vista dell’altra sponda del Po, con la casa di Emilio Salgari in corso Casale 205.

Italo Calvino e i suoi anni torinesi: il fiume e la collina ne I giovani del Po, ne La nuvola di smog e in altri suoi racconti.

Cenno alla casa torinese di Giacomo Debenedetti, in corso San Maurizio 52.

- Via Napione 5

Una delle case di Augusto Monti, professore di Cesare Pavese, che qui ambientò il finale di Tra donne sole.

- Via Napione angolo via Santa Giulia

L’antico campo di gioco del pallone elastico sul Po, descritto da Edmondo De Amicis ne Gli azzurri e i rossi.

Le abitazioni di Giulio Einaudi e Italo Calvino, e la casa editrice Einaudi nei ricordi – in I migliori anni della nostra vita – di Ernesto Ferrero.

- Via Santa Giulia angolo via Bava

La Biblioteca del Dipartimento di Scienze Letterarie e filologiche dell’Università di Torino, cenni sulle sue collezioni.

La casa torinese di Fred Buscaglione.

- Via Santa Giulia, Chiesa di Santa Giulia

Rievocazione delle memorie storiche e letterarie del vecchio Borgo del Moschino, riedificato dalla Società dei Costruttori di Vanchiglia guidata da Alessandro Antonelli.

La casa degli zii di Primo Levi, ricordata ne Il sistema periodico. Il quartiere novecentesco in una pagina de I passatempi del professore di Oddone Camerana.

- Largo Montebello

La casa della “maestrina della penna rossa”, tra i personaggi di Cuore di Edmondo De Amicis.

- Via Rossini

Il teatro Stabile e la sala del teatro Gobetti ospitarono nel 1968-69 la prima messa in scena di Pier Paolo Pasolini, Orgia, presentando anche il suo Manifesto per un nuovo teatro.

- Mole Antonelliana

La costruzione della Mole Antonelliana, sede attuale del Museo Nazionale del cinema, nei ricordi di Nietzsche e in Ba-Da-Bum! (Ma la Mole no) di Giuseppe Culicchia.