In collaborazione con
Centro Studi Gobetti,
Edizioni Laterza,
Libreria Casa delle Note
Per partecipare a questo evento sarà possibile presentarsi davanti alla sala e occupare i posti disponibili fino a esaurimento.
In occasione della pubblicazione di La democrazia è antiquata
In collaborazione con
Centro Studi Gobetti,
Edizioni Laterza,
Libreria Casa delle Note
Per partecipare a questo evento sarà possibile presentarsi davanti alla sala e occupare i posti disponibili fino a esaurimento.
Con l'autore dialoga Carlo Greppi
La democrazia è antiquata: questa la provocazione da cui muove Marco Revelli, uno dei più acuti e illuminanti teorici della politica, per capire se la democrazia ha ancora un futuro. Una provocazione che non vuole certificarne la morte, ma serve a fotografare lo snaturamento in atto. Ma Revelli non si ferma alla diagnosi: indica la necessità di un 'nuovo inizio', che riparta dal basso, nella convinzione che solo una critica radicale della democrazia reale può salvarne il futuro da costruire.
Marco Revelli. Figlio del partigiano e scrittore Nuto Revelli, è docente di Scienza della politica all'Università del Piemonte Orientale "Amedeo Avogadro". Si è occupato prevalentemente dell'analisi dei processi produttivi e delle forme politiche del Novecento. Fra i suoi ultimi libri ricordiamo: "Le due destre: le derive politiche del postfordismo" (Bollati Boringhieri, 1996), "La sinistra sociale" (Bollati Boringhieri, 1999). Per Einaudi ha curato il testo di T. Ohno, "Lo spirito Toyota" («Einaudi Contemporanea», 1993). Nel 2003 ha pubblicato il saggio "La politica perduta" («Vele») e nel 2006 "Oltre il Novecento" (PBE Ns). Nel 2010 "Poveri, noi" («Vele») e nel 2013 "Finale di partito" («Vele»).
Fra i suoi ultimi libri ricordiamo "La lotta di classe esiste e l'hanno vinta i ricchi. Vero!" (Laterza), 2014; e "Non ti riconosco. Un viaggio eretico nell'Italia che cambia" (Einaudi), 2016.